Via Roma 66 - 14030 Rocchetta Tanaro, Piemonte, Italy +39.0141.644.647 info@marchesiincisawines.it
  • en
  • it

Ci impegniamo ogni giorno per produrre vini di altissima qualità che possano essere apprezzati e riconosciuti come tali in Italia e nel mondo.

Vogliamo che i nostri vini esaltino le caratteristiche organolettiche delle uve con cui sono prodotti, esprimendo la loro forte personalità e la caratterizzazione del territorio di origine.

Vogliamo che i nostri vini siano eleganti, equilibrati e armonici, e che si differenzino dagli altri per qualità, complessità e profondità.

Vogliamo finalizzare tutta la nostra esperienza, dedizione e passione al conseguimento di questi risultati e offrirli a coloro che vorranno scoprirli e apprezzarli.

La storia del Monferrato e quella dei Marchesi Incisa della Rocchetta, le cui origini risalgono a prima dell’anno Mille, muovono di pari passo sin dalla fondazione leggendaria del Marchesato Aleramico.

La viticoltura e la vinificazione, praticate da secoli dalla famiglia, furono avviate probabilmente da monaci benedettini ai quali gli Incisa consentirono di impiantare vigneti sulle colline del feudo di Rocchetta Tanaro. Traccia della loro presenza è riscontrabile nella cappella votiva di Sant’Emiliano, eretta nell’omonimo vigneto ancora oggi di proprietà della famiglia.

 

Nell’Ottocento, il Marchese Leopoldo Incisa (1792-1871), membro della Reale Accademia di Agricoltura in Torino, contribuì significativamente al miglioramento delle conoscenze enologiche e a una più precisa definizione del panorama ampelografico dell’epoca. La sua collezione di vitigni, esposta in Castello poco dopo la metà del secolo, gli valse, per ampiezza e varietà, la stima e il riconoscimento dei maggiori esperti del tempo.

Il leggendario Sassicaia fu creato in epoca recente da un altro importantissimo componente della nostra famiglia, Mario Incisa della Rocchetta, appassionato di grandi vini e uomo di grandi visioni. Dopo essersi sposato con la Contessa Clarice della Gherardesca e trasferitosi a Bolgheri, in Toscana, creò qui un vino dallo stile nuovo e inconfondibile – il Sassicaia – il primo “Super Tuscan”, ancora oggi punto di riferimento e di eccellenza dell’enologia italiana.

Da allora, la famiglia dei Marchesi Incisa produce vini in due proprietà: quella di origine a Rocchetta Tanaro, in Piemonte, e l’altra a Bolgheri, in Toscana.

Nel solco di questa tradizione, i Marchesi Incisa della Rocchetta continuano a utilizzare ricerca scientifica e innovazione tecnologica per accrescere la qualità del vino e salvaguardare l’ambiente.

Non è un caso che alcuni dei nostri migliori vigneti si trovino all’interno del parco naturale di Rocchetta Tanaro, creato dal Marchese Mario Incisa (1899-1983) tra i fondatori e socio onorario del WWF Italia.

I vigneti, magnificamente esposti sulle colline che circondano Rocchetta Tanaro e nell’area dell’omonimo Parco Naturale, sono coltivati in modo rispettoso dell’ambiente e con basse rese per ettaro. La vendemmia manuale è finalizzata a valorizzare ed esaltare le differenze qualitative ed organolettiche delle uve provenienti dalle singole vigne.

La vinificazione, che una volta avveniva nelle cantine del castello di famiglia, è stata trasferita presso La Corte Chiusa, antica e più ampia proprietà dei Marchesi Incisa, nel centro di Rocchetta Tanaro. Qui, in cooperazione con il dottor Donato Lanati, brillante e stimato enologo piemontese, sono accuratamente eseguite tutte le fasi della vinificazione, dell’affinamento e dell’imbottigliamento dei vini di casa Incisa.

Le colline del Monferrato sono situate nella parte centro-sud del Piemonte, collocate strategicamente a una breve distanza in auto da siti storici, artistici e architettonici, da castelli medievali, chiese romaniche, abbazie e musei. In estate il territorio pullula di festival teatrali, musicali e di danza, che si svolgono a breve distanza dalla cantina. Con una scenic-drive attraverso le colline del Monferrato è possibile raggiungere anche altri siti d’interesse paesaggistico e enogastronomico tra i quali consigliamo la zona a nord tra Asti e Casale Monferrato e quella a sud-ovest verso Barbaresco, Alba e Barolo, a breve distanza da Rocchetta Tanaro.

Il Monferrato si rivela come un vero e proprio tesoro da scoprire per gli amanti della cucina e del vino di qualità.

Nel nostro territorio domina, tra i vini rossi, il Barbera, che è il nome sia dell’uva sia del vino. Dagli anni ottanta, questo vino è stato protagonista di una vera e propria rivoluzione qualitativa, che ne ha aumentato enormemente il prestigio in Italia e all’estero. Insieme a Barolo e Barbaresco, il Barbera è tra i grandi ambasciatori nel mondo dell’eccellente qualità vinicola piemontese.

Il Barbera può essere consumato giovane o affinato in legno (botti grandi o barriques). Bevuto giovane, manifesta il caratteristico colore rosso intenso con sfumature purpuree, rivelando al naso ampi profumi di viola e ciliegia marasca. Il corpo è pieno e al palato il vino è fresco e vibrante. Affinato in legno, il Barbera sviluppa un’interessante complessità aromatica, in cui si distinguono note di piccoli frutti rossi e spezie, liquirizia, tabacco e cioccolato. Con l’affinamento in legno, il Barbera diventa più morbido ed equilibrato, con un vellutato e lungo finale. Grazie al passaggio in legno e alla struttura propria di questo vino, il Barbera aumenta la potenzialità di invecchiamento, che può arrivare fino a 15-20 anni dall’imbottigliamento.

L’Azienda Agricola Marchesi Incisa della Rocchetta produce Barbera sia in purezza (100% di uva Barbera) sia in forma di blend (assemblaggi di Barbera e altre varietà):

Sant’Emiliano (100% Barbera affinato in barrique francesi per un periodo che varia da 14 a 18 mesi – circa 30% di barrique nuove, le restanti sono in percentuale variabile di secondo e terzo passaggio) ;

Valmorena (100% Barbera vinificato in acciaio inox);

Rollone (blend di Barbera e Pinot Nero, affinato in barriques neutre per 8 – 12 mesi;

Colpo d’Ala (blend di Barbera e Merlot, affinato in barrique francesi per un periodo che varia da 18 a 24 mesi – circa 50% di barrique nuove e 50% di secondo passaggio);